Pane e salame, un binomio della memoria

È il ricordo di quando noi non più giovani eravamo bambini, ed era proprio pane e salame la merenda per eccellenza, forse quella più ricca rispetto a pane e olio, pane e burro o pane e gras pistà (lardo pestato).

E per i bambini delle generazioni delle “merendine”, un panino col salame non è la merenda quotidiana – e noi aggiungiamo un bel “purtroppo” – ma è comunque una variante che piace a tutti.

Pane e salame è pure il ricordo delle scampagnate tra amici, di quei ragazzi di qualche decennio fa famelici perché più avvezzi a correre all’aperto che a sedersi davanti al computer: il pane e salame era il momento di relax più goloso e atteso.

È poi, ancora, ilricordo delle rimpatriate di un tempo, vuoi tra coscritti, vuoi tra ex compagni di scuola: la trattoria dove ritrovarsi era quella con il salame più buono.

Pane e salame era pure il pasto dell’operaio come quello del manager indaffarato, altro che fast food pieni di strani intrugli.

Insomma, il binomio della memoria di tutte le nostre età.

Ma se oggi vogliamo tornare a una merenda così sana e genuina è possibile?

È ancora compatibile con la nostra salute e una crescita sana dei nostri figli? Che brutta domanda, vero?

La stagionatura rende le carni e persino il grasso più sani e leggeri, le ricette tradizionali degli insaccati sono, in ogni territorio, il frutto di un’antica saggezza, equilibrate secondo l’ambiente, il clima, lo stile di vita…

Ma esistono ancora i salami genuini di un tempo?

E quelli di oggi sono altrettanto sani?