Particolarmente diffuse in Sabina, ma tipiche di tutto il Centro Italia, le fave dei morti portano questo nome perché sono dolcetti che si facevano in particolare in novembre nel giorno della commemorazione dei defunti. Si chiamano fave perché, come ha scritto Pellegrino Artusi, “… la fava si offriva alle Parche, a Plutone e a Proserpina ed era celebre per le cerimonie superstiziose nelle quali si usava…” Piccole – non superano i 3 cm di diametro – sono di forma tondeggiante irregolare se confezionate a mano. Gli ingredienti principali sono le mandorle, dolci ma anche amare (in piccola dose) per dare più profumo, farina di frumento, uova, zucchero, burro o strutto, cannella, lievito, pasta di mandorle, scorza di limone e bacche di vaniglia. Il lievito in origine era naturale ma ora è più usato il baking o lievito chimico (di solito cremor tartaro e bicarbonato di ammonio). La margarina non è un ingrediente tradizionale ed è presente solo nei prodotti dozzinali.