La ciambella, in Val Padana, è il dolce per la colazione del mattino che contiene ciò che di più nutriente offre la fattoria: farina, latte, burro, uova, zucchero. Nel Centro Italia il burro è sostituito dall’olio extra vergine d’oliva, il latte dal vino, di solito bianco e amabile (come il Cannellino dei Castelli), e sono più frequenti le piccole ciambelline. L’atto di nascita delle Ciambelle al vino, però, è sicuramente molto remoto ed è legato alla Pasqua, ovvero alla necessità di un cibo nutriente, energetico e proteico nei periodi in cui era vietato mangiar carne e, di conseguenza, grassi animali. Grano, ulivo e vite erano e sono le colture tipiche dell’entroterra mediterraneo e così la ricetta è venuta fuori spontanea, con l’aggiunta delle uova, del bicarbonato o baking (bicarbonato e cremor tartaro) come agente lievitante, di aromi diversi da paese a paese: cannella o vaniglia, scorza di limone o semi di anice. Col tempo questi dolci sono diventati quotidiani, per la prima colazione o da fine pasto, poi sono diventati via via più piccoli, adatti a essere proposti confezionati come biscotti.