Questa specialità di Capodanno della città di Veroli dovrebbe chiamarsi tarallo, non ciambella, perché fa parte di quei pani-snack cotti prima in acqua bollente poi al forno. Chiamata anche “ciambella ritorta” o “ciambella di pane”, oggi si trova tutto l’anno, una volta era un’esclusiva del quartiere di Santa Croce per il primo dell’anno. La ricetta è semplice perché è fatta con lo stesso impasto (farina, acqua, lievito e sale) del pane cotto nel forno a legna per la cui bontà Veroli è ben nota. I semi di anice sono l’unica aggiunta. Chi fa solo le ciambelle usa, di solito, il lievito di birra, chi invece, come una volta, le fa con i ritagli del pane cotto a legna, usa il lievito madre e il prodotto è più buono. L’impasto viene suddiviso in strisce lunghe una quarantina di cm e con una sezione di 4, queste vengono chiuse ad anello attorcigliandole in modo da ottenere cerchi del diametro di una dozzina di cm. Cotti in acqua bollente finché non vengono a galla, vengono poi passati nel forno, possibilmente a legna, finché non sono bei dorati.