Negli orti italiani le fragole hanno tre origini possibili: le grosse fragole americane, giunte in Europa nel XIX° secolo, la nordica Fragaria moschata, giunta in Italia nel XVI° secolo e da cui ha origine la Fragola profumata di Tortona (AL), e la Fragaria vesca, ovvero la specie indigena comunemente nota, anche quando è coltivata, come fragolina di bosco. Comune in tutta Italia e a tutte le altitudini, fino a meno di un secolo fa era perlopiù oggetto di raccolta, non di coltivazione, e sul mercato arrivavano i frutticini selvatici. A Roma, probabilmente già dai tempi antichi, arrivavano da Nemi. Ed è proprio in questa cittadina dei Castelli Romani che ha avuto un florido sviluppo all’inizio del XX° secolo la coltivazione di Fragaria vesca var. semperflorens, ossia rifiorente, capace di offrire frutti per un periodo molto prolungato, come minimo da maggio a ottobre. Tant’è vero che viene chiamata anche “fragola d’ogni mese” o “fragola delle quattro stagioni”. La Fragolina di Nemi è piccola e molto profumata come le sorelle selvatiche.