Le cerase de Roma nascono in Sabina, in particolare a Palombara, e curiosamente si chiamano Ravenna precoce e, assai più pregiata, Ravenna tardiva. Come mai questo nome? Tanto tempo fa – nessuno ricorda più quando – un tale portò qualche ramo dal nome sconosciuto prelevato in Romagna e lo innestò sugli alberi di ciliegio sabini. Il matrimonio riuscì perfettamente e ne nacque un frutto rosso scuro, dal lungo peduncolo, la polpa soda e non molto succosa ma assai dolce e saporita: evidentemente l’ambiente e i terreni si furono rivelati ideali. Divenne così la cerasa de Roma, venduta per le strade in campagna e sui mercati della città, e divenne pure una realtà economica importante della Sabina in provincia di Roma, pur se prodotta da piccoli coltivatori diretti in promiscuo con altra frutta e l’olivo. Prima delle cultivar Ravenna il territorio produceva già ciliege: l’origine del ciliegio dolce (Prunus avium), infatti, è caucasica, ma è giunto in tutta Europa fin dalla preistoria, mentre le cultivar più grosse, pur se selezionate in Oriente in epoche antichissime, arrivarono in Italia e in Sabina solo nel 73 A.C., quando il console Lucullo le portò dalla Cappadocia.