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  Il Derthona Timorasso

Fino agli inizi degli anni '90 era archeologia enoica, l'uva qua e là c'era, ma forse anche molti contadini neppure la riconoscevano più. Il vitigno è a bacca bianca, antico, ossia presente nel territorio dei Colli Tortonesi e della Val Borbera da tempo immemorabile, in epoca antecedente all'epidemia di fillossera presente anche nel genovese come uva da tavola e nell'Oltrepo pavese. Si distingue con facilità perché convivono nel medesimo grappolo acini grossi e piccoli e perché c'è una elevata percentuale di aborti floreali (piccoli rametti del grappolo privi di acino, un difetto per chi punta solo alla resa. Ma Walter Massa, contadino ed enologo, la pensava diversamente oppure, chissà, fu folgorato come S.Paolo sulla via di Damasco. Insomma ne capì le potenzialità e intuì che poteva diventare, se vinificato in purezza e con particolari cure in vigna e in cantina, quel grande bianco da invecchiamento che mancava al panorama enoico piemontese. Così oggi il nome Timorasso per i gourmet e gli addetti ai lavori è addirittura il simbolo dei vini autoctoni di nicchia. E, come sempre avviene per ciò che è nato nell'Italia degli artisti, dei geni e dei mecenati, si è rivangato nel suo passato scoprendo che probabilmente già ne era entusiasta Leonardo da Vinci, factotum alla splendida corte di Ludovico il Moro e gran cerimoniere del matrimonio di Isabella d'Aragona, durante il quale si bevve pure Timorasso. Oggi la coltura di quest'uva è in crescita, la Doc non è più genericamente Colli Tortonesi Bianco, ma Derthona Timorasso. Grandi bottiglie, anche verticali di numerose annate, si trovano nelle carte dei vini di alcuni tra i più blasonati ristoranti in Europa e oltre Oceano. Il primo segreto di un grande Timorasso sta nella maturazione: dell'uva naturalmente, ma pure in cantina, perché il Timorasso non può essere un grande vino se bevuto troppo giovane. Quali sono le sue caratteristiche peculiari? Ha profumi complessi che ricordano la pera matura, le foglie di pomodoro, il sambuco, è fresco, è perlappunto molto longevo, tanto da poter raggiungere altissimi livelli anche oltre i 10 anni di bottiglia, caso assai raro nei vini bianchi, maturando sentori minerali unici e mediati da una sempre presente freschezza che lo rendono immediatamente riconoscibile. Eccellente aperitivo, regge una gamma molto vasta di abbinamenti: dagli antipasti, al pesce cotto in tutti i modi, ai primi piatti, alle carni bianche, soprattutto quando tra gli ingredienti sono presenti erbe aromatiche, per non sfigurare neppure con i salami della tradizione locale. Ma la sua morte è con uno stretto vicino di casa, il tartufo bianco, purché proposto alla semplice, sui tajerin al burro o sull'uovo fritto.

Inoltre... Sottosuolo di pianura, ossia Aglio di Molino dei Torti e Cipolle di Castelnuovo Scrivia, e di montagna, ossia le recuperate Patate Quarantine, poi il Castagno (un tempo importante in alta Val Curone) sono altre tipicità raccontate nelle cene della Genzianella.

 

Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola