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Le Spugnole
Nessun fungo più delle spugnole può esemplificare
il mistero del mimetismo in natura. Il più delle
volte crescono erette e ben al di fuori del
tappeto di foglie o del manto erboso, eppure
capita spesso di passare oltre e non scorgerle,
quasi fossero invisibili e giocassero a nascondino.
Ci vuole esperienza per trovarle, bisogna farsi
l'occhio; poi però non si sbaglia perché non
esiste altro fungo fatto così: un gambo
cavo sovrastato da un cappello, la mitra, formato
da tante cavità, gli alveoli, il tutto
con uno strano aroma un tantino spermatico
e una particolare consistenza ceracea. Si dividono
in due grandi gruppi: le spugnole gialle (Morchella
esculenta e le sue varietà), le spugnole
coniche (Morchella conica e alcune specie molto
simili). Le prime possono essere di grandi
dimensioni (fin anche raggiungere il chilo
di peso), hanno il cappello di forma da conica
(ma con base ampia) a globosa e gli alveoli
sono profondi e posti in modo disordinato.
Il colore va dal giallo-ocra al giallocrema
al grigiognolo, raramente al grigio-nero. Questo
tipo di spugnola cresce di preferenza sotto
frassino, olmo o pioppo, raramente nelle vigne
o nei frutteti. Preferisce le ripe dei ruscelli,
i pendii dei canaloni umidi, le zone con terreno
sabbioso lungo il mare o i grandi fiumi. Invece
le spugnole coniche hanno generalmente forma
più slanciata, con cappello conico o
quasi cilindrico, sono più piccole,
hanno gli alveoli allineati in file verticali.
Il loro colore è il nero, il grigio
scuro con a volte riflessi verdi o bruni, il
bruno, il grigio chiaro con riflessi rosa.
Crescono prevalentemente in montagna nei giardini
delle case o nelle radure dei boschi di conifere.
Oppure crescono proprio sul mare sotto alle
grandi eriche. Infine si possono trovare nei
meleti, nelle vigne, anch'esse sui terreni
sabbiosi lungo i fiumi. Ben cotte, altrimenti
potrebbero fare brutti scherzi, sono un'esplosione
di sapore e aroma, ma anche compagne che san
stare al loro posto se in compagnia di altri
ingredienti altrettanto preziosi, accettando
il ruolo di comprimarie nell'interesse del
magnifico equilibrio del piatto. Il miglior
accostamento è con le uova, ma risotti,
sughi rossi e bianchi, salse per il pollo,
tortini, crespelle con le spugnole diventan
davvero sublimi. Le spugnole secche, a differenza
dei porcini secchi, sono molto simili a quelle
fresche, purché siano seccate bene (se
possibile intere) e venga utilizzata la loro
acqua di ripresa. E' bene conservarle in vasi
a chiusura ermetica dopo un passaggio di 24
ore in freezer per uccidere le uova dei parassiti.
Inoltre... Anche
funghi d'autunno nelle rassegne al Passone,
poi, come Amico albero il noce: non c'è casa
di campagna in Brianza che non abbia le sue
noci, oggi frutto secco per Natale, un tempo
usato per l'olio, come racconta anche Don Lisander
nei Promessi Sposi. |
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
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Pesco di Collebeato
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Rosito
Spressa
Spugnole
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Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola
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