Scegli tra i Prodotti
  Il Rosito della Sila

La Sila, con i suoi spazi infiniti è il paradiso dei cercatori di porcini, tuttavia non sono questi i funghi che i Silani raccolgono da sempre: oggi sono i più ricercati solo perché li ha imposti il mercato, ma la preda tradizionale dei golosoni calabresi è il Rosito, in
italiano Sanguinello. Cresce in autunno nelle pinete dell’altopiano ed è facilmente riconoscibile perché emette dalle lamelle sotto al cappello un liquido lattiginoso rosso. Il colore è più o meno aranciato o vinoso pallido, il cappello è piano con bordi dapprima
involuti poi appiattiti o all'insù, il gambo è cilindrico, tozzo e presto cavo, le lamelle sono aranciate o vinoso pallide, la polpa è croccante (e tale resta dopo cottura), quasi gessosa, il profumo è di frutta matura. Spesso sono nascosti sotto al letto di aghi di pino crescendo praticamente col gambo interamente interrato e il cappello appiattito sul terreno. Basta un rivolo o un minimo d'umidità perché in autunno, anche in mancanza di pioggia e quindi d'altri funghi, qualche esemplare di rosito ci sia sempre. Il colore del lattice emesso al taglio è determinante per il riconoscimento delle singole specie e quindi della qualità (ben diversa da tipo a tipo): nelle regioni mediterranee, e sulla Sila in particolare, crescono, solo sotto pini, soprattutto i più buoni, ovvero il Lactarius deliciosus, con lattice color carota
che tale resta salvo una leggera ossidazione in verde, e il Lactarius sanguifluus, con lattice color vino, anch'esso che ossida al verde. Meno frequenti da queste parti (invece abbondanti nell'Europa continentale) quelli che hanno il lattice all'inizio carota ma
che diventa vinoso asciugando all'aria, quali il semisanguifluus (di pino), il deterrimus (di abete rosso), il salmonicolor (di abete bianco). Questi tre sono buoni solo per il sott'olio, mentre i Rositi pregiati sono stupendi cucinati in vari modi, pur se qui li usano soprattutto arrostiti in graticola e nei sughi per la pasta, al pomodoro o in bianco
e ben aromatizzati con aglio, prezzemolo, origano e basilico o finocchio, peperoncino. Vengono pure conservati, oltre che sott’olio, in un modo assai curioso, ovvero in barile a strati con sale, peperoncino, aglio e fior di finocchio selvatico. Lasciati sotto peso
affinché fuoriesca tutta l'acqua che contengono, si conservano per pochi mesi. Al momento dell’uso - conditi come antipasto o in vari intingoli - si dissalano sciacquandoli.
Inoltre... Protagonisti delle rassegne, oltre ad altri funghi di primavera e d'autunno, il castagno, amico albero per eccellenza e un tempo fonte di sopravvivenza per tutte le genti di questo territorio, infine la patata della Sila, eccellente e biologica per natura grazie ad
altitudine e qualità dei terreni. Può essere gialla, rossa e persino viola. E' ancor oggi una coltura fondamentale per l'economia dell'altipiano, pur se non si usa più, come fino a pochi lustri fa, conservarle sotto terra in buche foderate di paglia.

 

Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola