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La Pesca di Collebeato
Si avvicina ormai al secolo la storia della coltura
specializzata della pesca in bassa Val Trompia
e, più esattamente, a Collebeato
e nelle vicine Concesio e Villa Carcina. Non che
prima non ci fossero peschi in zona, ma si trattava
di piante isolate, mescolate ad altri alberi da
frutto che stavano ai margini dei prati o addirittura
nelle vigne. Erano comunque già un prodotto
significativo per la povera economia rurale
delle famiglie ottocentesche. Ma dal 1910 nascono
i primi veri pescheti e nel primo dopoguerra arrivano
le varietà selezionate
in America. Poi sarà un crescendo quantitativo
e qualitativo, con sempre più varietà ad
allungare la stagione di raccolta da giugno a settembre.
La vicinanza con le aree industriali non tarderà però ad
invertire la tendenza, così gli ettari a
frutteto poi diminuiscono
fino a limitarsi alla settantina attuale per una
produzione che giunge al massimo a 15000 quintali
annui. Poca cosa in un'Italia che produce più di
metà del totale delle pesche europee, ovvero
oltre un milione e mezzo di tonnellate, ma grande
cosa se si parla di qualità. Una qualità che
nasce indubbiamente dalla vocazione dei terreni
e dal microclima, altrimenti non avrebbero piantato
pesche proprio da queste parti, ma si fa eccellenza
soprattutto per le regole di raccolta che i produttori
locali si sono autoimposti. Infatti le pesche di
Collebeato vengono raccolte una per una a maturazione,
con ben 6 o 7 passaggi sulla stessa pianta a fronte
dei 2 passaggi (massimo 4) effettuati nelle aree
più note
e celebrate sul mercato.
Così il prodotto, colto già ben maturo,
dev'essere assolutamente commercializzato nelle
24 ore senza passaggi in celle frigorifere, anche
questo con grande vantaggio qualitativo. Il rovescio
della medaglia è tutto
per i poveri foresti che, se vogliono assaggiare
le pesche di Collebeato, devono venire per forza
da queste parti, perché il mercato è solo
locale. Un altro elemento sorprendente sta nella
lunghezza della stagione: la diminuzione degli
ettari dedicati non ha diminuito il numero delle
varietà,
ben 120 (del resto già nel
'600 in Italia erano descritte quasi 40 varietà,
e non erano ancora giunte le selezioni e gli ibridi
d'Oltre Oceano!), che non si differenziano solo
per il colore della pasta o tra vellutate e nettarine,
ma soprattutto perché più o meno
precoci o tardive. Un modo per il foresto di sperimentare
anche a casa propria la superiorità delle
pesche di Collebeato c'è: può acquistare
la bresciana Persicata, una dolcezza che si scioglie
in bocca che ha origini seicentesche.
La polpa di pesche viene cotta a lungo con un ugual
peso di zucchero e un po' di succo di limone finché non
diventa una massa densa. Allora viene stesa alta
due cm ad asciugare per un giorno, poi tagliata
a bastoncini che vengono passati nello zucchero. |
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola
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