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  L'Olivastra Seggianese

Dalle terrazze di Montenero d'Orcia guardano le colline di Montalcino senza alcuna deferenza, anzi con un certo senso di superiorità: eppure si vedono benissimo Poggio alle Mura, Argiano, S. Angelo in Colle e tanti altri dossi mitici per chi ama il vino. Eppure l'Orcia che sta in mezzo a segnare il confine tra le province di Siena e Grosseto è come il Rio Grande tra Texas e Messico, non un semplice confine bensì l'invalicabile muro tra un mito e una semplice terra di contadini e montanari. Ma mentre i peones messicani cercano di valicare il Rio Grande per sperare nel benessere della terra più ricca, ad attraversar l'Orcia non sono i contadini di Montenero, bensì gli aristocratici vignaioli di Montalcino che vengono verso il Monte Amiata con le loro olive perché qui i frantoiani sono più bravi. Rinunciano a fregiarsi della prestigiosa DOP Terre di Siena (che impone che sia le olive sia il frantoio siano nella provincia) pur di far estrarre il loro olio a Montenero (provincia di Grosseto). Quando la generosità della natura si accompagna all'atavica maestria dell'uomo ecco che nascono autentiche delizie per il naso e per il palato come gli oli extravergini della Val d'Orcia e di altre vallate che scendono dal Monte Amiata. Protagonista principale, pur se altre varietà spesso l'accompagnano, è un'olivetta piccina piccina e pure raggrinzita e bruttarella, l'olivastra (persino il nome sa di spregiativo) seggianese. Il suo olio è assolutamente unico e raro, con profumo fruttato leggero, netto di oliva, fresco e delicato, con sentori tenui di carciofo e banana matura, sapore delicato, rotondo, con equilibrate fragranze erbacee e di frutta. Si esalta a crudo su pesce, su insalate ricche di sapori amari, per maionese e sott'oli, ottimo in pasticceria. Solo sull'Amiata si può fare, perché l'olivastra è una cultivar locale. Cresce su alberi canuti e generosi che hanno l'arditezza di arrampicarsi su per il monte ad altitudini inconsuete per l'ulivo (almeno nel centro Italia) fino a incontrare i castagneti. Ed è un incontro epico - non a caso sulla montagna segnata culturalmente in ogni manifestazione economica e sociale dal "dio albero' - tra i due alberi che simboleggiano e costruiscono concretamente le due civiltà contadine del nostro paese, quella mediterranea e quella appenninica e prealpina. L'olio di olivastra è protagonista pure di diverse tipicità amiatine, come il biscotto lessato e diversi dolci, guarda caso, a base di castagne, alcuni di antica tradizione altri di recente concezione, come la fragrante Polendina, in ogni caso a confermare la concretezza di questo incontro tra alberi della vita. Ed è l'accogliente rifugio dei funghi e delle verdure dell'orto in splendidi sottovetro, tradizionali nelle case, ottimi e quasi sempre biologici negli agriturismi del territorio.


 

Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola