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L’Olio
extravergine d’Oliva della Valtenesi
Quello stupendo angolo mediterraneo che costeggia
il Lago di Garda tra Salò e Desenzano si chiama
Valtenesi ed era un tempo una zona umida abitata
fin dalla Preistoria, come testimoniano interessanti
ritrovamenti, in particolare una piroga lignea conservata
al Museo della vicina Gavardo. Polpenazze ad esempio
sorge dove c'era un lago, il Lucone, prosciugato
nel '400 e celebre perché vi abbondava lo
scordio (Teucrium scordium), erba un tempo preziosissima
perché ritenuta curativa contro la peste.
Oggi la Valtenesi non è più una palude,
ma uno dei più bei giardini vitati e olivetati
d'Italia con i suoi boschetti di querce ricchi di
funghi e di tartufi neri, con quel grande lago spesso
increspato che, con le scogliere e gli isolotti di
Manerba e quell'orizzonte dove raramente appare una
lingua di terra, sembra il mare. Non c'è più la
peste e quindi lo scordio non lo raccoglie più nessuno.
Ma ci sono le olive di varietà Casaliva e
Gargnà, tipiche gardesane, e Leccino, diffusa
in tutto il centro nord, che, raccolte a mano e lavorate
con il massimo rispetto per la loro integrità,
danno vita a un olio che, con il suo alto contenuto
in antisossidanti, dimostra di essere ben più prezioso
dello scordio: forse non cura la peste, di certo
previene i tumori e le malattie cardiocircolatorie.
Ma il goloso non si allarmi: l'olio extravergine
non è come le medicine, che più fan
bene, più sono cattive, in questo caso qualità salutistica
e piacevolezza al gusto e al naso vanno molto d'accordo.
L'olio della Valtenesi - se ben fatto e ricavato
da olive appena invaiate - ha profumo tenue di olive
mature, fruttato delicato ma nel contempo intenso,
armonioso, con equilibrate fragranze dolci mandorlate
e la giusta punta di amaro. Accompagna meravigliosamente
il pesce d'acqua dolce (lavarello e carpione su tutti)
alla griglia o il luccio in salsa per affinità elettiva,
ma è pure un olio assai eclettico con cui
ci si può cimentare con una maionese come
con una bruschetta. L'olio extravergine del Garda
bresciano, e l'ulivo da cui nasce, ha una storia
ancora più antica dell'erba antipeste, con
testimonial del calibro di Catullo, Virgilio, Goethe...
La cultura e coltura dell'ulivo vi giunsero con una
colonia di Greci deportati, ma ebbero grande impulso
dai Romani con fasi alterne successive, culminate
con una significativa campagna di sviluppo nel '700
voluta da Maria Teresa. L'estensione degli uliveti
non si limita alla Valtenesi ma si estende più in
basso al territorio di Sirmione e del Lugana, più a
nord praticamente a tutta la Riviera. In particolare
vanno citate per qualità le zone di Gargnano
(da cui il nome della più caratteristica cultivar
locale) e Limone, dove l'olio ha dei sentori più freschi
con una maggiore sapidità e più accentuata
piccantezza in gola. Attualmente l'olio gardesano è tutelato
dalla Comunità Europea con il marchio DOP. |
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
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Rosito
Spressa
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Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola
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