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Il Nostrale di Malga
Il Nostrale di Malga è la versione d'alpeggio
della Toma della Valle Stura e si differenzia
dalle tante tome piemontesi per la presenza,
insieme al latte vaccino prevalentemente di razza
Bruna Alpina, di una quota più o meno
importante di latte ovino. Di solito, ma non
sempre, è presente pure una piccola quota
di latte caprino. In realtà la produzione
di questo formaggio soffre della vicinanza della
Val Grana, il cui Castelmagno è diventato
così di moda da essere imitato nelle vallate
confinanti, togliendo materia prima alle pur
eccellenti tipicità locali. Il Nostrale
di Malga nasce da latte appena munto (se il quantitativo è sufficiente
e se non c'è l'esigenza del burro) o di
latte di due mungiture di cui una scremata per
affioramento, a cui si aggiungono le quote disponibili
localmente di latte ovino e caprino. Si porta
il latte a 37° e si coagula in un paio d'ore
con l'aggiunta di caglio liquido. Si rompe la
cagliata piuttosto sottile con l'apposita lira
e si lascia depositare la massa solida nel siero.
L'estrazione avviene con un telo bucherellato
apposito, poi la massa si impasta con le mani
e si modella in forma tonda. Viene quindi posta
a scolare su scaffali di legno perché perda
il siero residuo per 24 ore, poi segue la salatura
che si effettua a secco da entrambe le parti
per un solo giorno. La maturazione in cantina
umida ma non troppo dura un mesetto, a cui fa
seguito la stagionatura di circa tre mesi durante
i quali la forma va girata un giorno sì e
un giorno no, ripulita della muffa e, se necessario,
tenuta umida bagnandola con acqua e sale. Dimensioni
e peso sono variabilissime: da 10 a 15 cm di
diametro per un'altezza di 5 cm e un peso anche
inferiore al kg. La forma è cilindrica,
la crosta spessa, di colore giallo intenso o,
negli esemplari più stagionati, marrone
chiaro, se la stagionatura è avvenuta
in condizioni ambientali ideali un po' fiorita
a macchie da una muffa di colore tendente a un
vago rosato. La pasta è piuttosto dolce,
seppure con gusto pieno, caratteristico, aromatico,
morbida poi semidura, compatta, un tantino fondente,
di colore da giallo paglierino a giallo oro.
E' un formaggio che soffre molto se conservato
in frigorifero. Il latte ovino proviene da pecore
della pregiatissima razza Sambucana, tipica della
valle, che dà agnelloni (sui 20/25 kg)
di straordinario pregio. Fino a pochi anni fa "ufficialmente" non
si produceva pecorino perché i pastori
che avevano le greggi tenevano nascosta la loro
produzione - davvero eccellente - per non affrontare
le pretese assurde delle autorità sanitarie.
Ora qualcuno si è più o meno regolarizzato,
per cui è disponibile sul mercato il pecorino
e sarà sempre meno invece il latte ovino
utilizzato per il taglio del Nostrale e della
Toma della Valle Stura. Del resto questi formaggi
non sono mai stati standardizzati ma sono sempre
variati di anno in anno a seconda della situazione
delle malghe: una ritualità precisa e
sempre uguale di generazione in generazione ma
contentandosi delle materie prime che la natura
e i casi della vita consentivano e consentono. |
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola
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