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Il
Monte Bellunese di Malga
Il Malga Bellunese o Monte Bellunese di Malga, nomi
genericamente validi per tutte le vallate della provincia, è esclusivamente
formaggio di alpeggio. La forma può pesare
dai 2 ai 7 kg, si commercializza con una stagionatura
che varia dai 2 agli 8 mesi, presenta crosta irregolare
e di vario colore, pasta semicotta dal bianco al
giallo intenso con occhiatura irregolare. Il sapore è piuttosto
marcato con la tendenza ad avere un retrogusto di
fumo, determinato dall'ambiente di produzione. A
dire il vero, se la qualità si misura anche
con la diversità e tipicità, non tutte
le montagne venete offrono le stesse emozioni quanto
a formaggi e nel Cadore non c'è la densità di
produttori di grandissimo pregio che si trova in
Lessinia, sui Sette Comuni e sul Grappa. Il turismo
infatti ha sottratto mano d'opera e portato sì più clientela,
ma con prevalenza di quella meno preparata "da spennare" rispetto
a quella che se ne intende e seleziona. Così i
grandi caseifici sociali hanno sostituito le più territoriali
latterie turnarie e fagocitano più latte possibile
realizzando caci di buona qualità ma standardizzati..
Anche molte malghe, condotte spesso da casari improvvisati
o con la testa impegnata in altri lavori, non sempre
offrono forme di autentico pregio (anzi, spesso le
comprano in fondovalle!). Ciò non toglie che
qualche casera di montagna che regala ancora stupendi
sapori c'è ancora: se ne trovano diffuse a
macchia di leopardo un po' in tutto il territorio
seppure le cose migliori sono in aree che, pur essendo
molto belle, non hanno la fama delle Dolomiti, per
esempio sulla Pedemontana trevigiana, sul Cansiglio,
sul Nevegal... e soprattutto sull'Alpago. Nelle Dolomiti
cose buone si trovano in particolare nella zona del
Civetta, verso Canale d'Agordo, sul Passo Pellegrino
e quello di Campolongo, al passo Staulanza (Selva
di Cadore), a Sospirolo. Ma ogni anno ci possono
essere sorprese: infatti non sono sempre gli stessi
i concessionari delle malghe e può capitare
che, dove fino all'anno prima non c'era la persona
giusta, finalmente arrivi il casaro appassionato
e con la sensibilità per lavorare in simbiosi
con la natura. Per scoprirlo basta camminare e assaggiare.
Una particolare variazione sul tema è il formaggio
imbriago, ossia affinato in barile con vinacce e
vino torchiato o mosto, secondo una radicata tradizione
diffusa in tutto il Veneto (nata ovviamente non per
edonismo ma per conservare il formaggio dove l'ambiente
non era idoneo) e diventata oggi di gran moda. Così il
cacio assume, oltre a un gusto più forte e
piccantino per l'ulteriore fermentazione, anche l'aroma
e il sentore acidulo del vino. E' evidente che quanto
più buono è il formaggio di partenza,
migliore è il risultato finale e che questa
lavorazione non copre le sensazioni d'origine, ossia
non toglie nulla alla specificità di ogni
cacio di singola malga dovuto alle diversità del
pascolo e del microclima. L'utilizzo di vinacce di
uve diverse dà tocchi particolari e riconoscibili. |
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola
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