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La Mazza di Tamburo
Uno dei miceti più comuni e diffusi in estate
e autunno, la Mazza di tamburo o Ombrellone (Lepiota
o Macrolepiota procera) è il
watusso dei funghi, alto anche mezzo metro. Non
ha preferenze di latitudine e altitudine: verso
il mare si nasconde nella macchia mediterranea,
man mano che si sale tende a crescere sia nel bosco
(senza preferenze tra latifoglie o conifere) sia
all'aperto nei pendii incolti e nei pascoli. Non
fa il difficile nella scelta dell'habitat e non
fa il difficile nel donarsi in cucina: buono "alla
semplice" per chi
non ha velleità da grande cuoco, ma pure
protagonista di piatti d'eccellenza per esaltare
le intuizioni dello chef creativo. Fa invece un
tantino più il difficile nel lasciarsi
riconoscere: i principianti credono sia un fungo "facile",
inconfondibile, e si sbagliano: anche questo gigante
ha i suoi sosia,
seppure raramente raggiungono dimensioni così ragguardevoli.
Il carattere fondamentale che lo separa dai simili
tossici o di qualità gastronomica
infima sta nelle decorazioni del gambo, che dev'essere
tigrato, non monocolore, e non deve arrossareviolentemente.
Questo carattere non è sempre
evidente negli esemplari giovanissimi
(che, nel dubbio, vanno lasciati sul posto), quando
si presenta come l’ogiva di un missile di
colore bruno grigio più o
meno uniforme ma con tendenza a tigrarsi finemente,
con polpa bianca e soda, adatto alla conservazione
sott'olio. In seguito si differenziano gambo e
cappello, all'inizio il primo è tozzo e
tronconico, con zebrature bruno rossicce su fondo
chiaro e polpa ancora soda, il cappello, ancora
nettamente
aderente al gambo, appare campanulato con superficie
marrone-bruno chiaro tendente a squamarsi. Così è ottimo
sott'olio, trifolato, in zuppe, sughi e via dicendo.
Ma è crudo in insalata che primeggia,
non c'è ovolo o porcino che tenga, è il
miglior fungo per questa scelta gastronomica. Poi
finalmente si fa "mazza di tamburo":
cappello sferico, gambo lungo ed eretto, bulboso
alla base. La superficie del
cappello si rompe a larghe scaglie che si sollevano,
lasciando intravedere il fondo più chiaro.
Il bordo è attaccato al gambo e
tutto il cappello al tatto è soffice. Il
gambo invece diventa cavo e legnoso. L'odore è gradevole,
tra il fungino e la frutta secca.
Ora il gambo si può solo far seccare e ridurre
in polvere aromatica, il cappello è ancora
una gran bontà crudo, ma si adatta
a una miriade di ricette, cotto affettato o intero.
Maturando ulteriormente, da mazza di tamburo diventa
Ombrellone, il cappello si apre fino a spianarsi
quasi completamente. Allora appaiono sulla superficie
inferiore le lamelle molto alte e morbide al tatto,
bianco avorio. Lungo il gambo
ora scorre un anello a forma di carrucola, doppio,
che non si porta a casa, si stacca e si mangia
così com'è direttamente
sul luogo di raccolta: ha un piacevole sapore di
nocciola cruda. In quest'ultima fase il cappello
si usa soprattutto intero, alla graticola,
impanato e fritto, a strati per pasticci al forno.. |
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