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Il Marrone del Mugello IGP
La caratteristica più importante nella
determinazione della qualità di una castagna è il
numero di semi contenuti nella buccia esterna.
Quando ce n'è uno solo, la seconda buccia,
amara e allappante, non penetra nella polpa,
e questo è un grosso vantaggio sia per
il gusto sia per la lavorazione pratica del frutto.
Ed è proprio la presenza di un solo seme
il principale carattere del "marrone", ovvero
la castagna domestica, una sottospecie (var.
domestica macrocarpa) di Castanea sativa. Il
marrone ha forma più arrotondata delle
castagne selvatiche o inselvatichite, ha facce
convesse, cresce al massimo in numero di due
per ogni riccio, ha generalmente colore più chiaro,
sul biondo caldo, presenta striature longitudinali
abbastanza evidenti, le venature della stessa
polpa sono molto superficiali per cui anche da
questo punto di vista c'è poca o nulla
penetrazione della seconda buccia. Il marrone è nato
un po' alla volta, dalla paziente selezione operata
dall'uomo: incroci dei semi più belli
e sapienti, innesti che pian piano nei secoli
hanno dato vita a varietà di Castanea
sativa con frutti più grossi e privi di
pellicine interne alla polpa. In un bosco di
castagni il marrone spesso si riconosce da un
grande rigonfiamento del tronco a qualche decina
di centimetri da terra. È il punto in
cui è stato operato l'innesto. Prima quindi
di raccogliere sotto un determinato albero o
di comprare tante castagne, se ne prendano piccole
quantità, si taglino e si osservi se la
percentuale di frutti che hanno la buccia interna
invadente la polpa supera il 12/15%, nel qual
caso il valore delle castagne (o marroni) diminuisce.
Anche l'assaggio è utile: le migliori
sono dolci e gustose anche da crude. E' utile
osservare quali frutti raccolgono i valligiani
del luogo: loro riconoscono per abitudine i migliori
tipi della zona. Evitare comunque gli esemplari
con molta peluria all'apice, per evitare le selvatiche
insipide e tutta buccia. Le dimensioni sono senza
dubbio importanti: di solito i marroni sono più grossi
(da 40 a 60 frutti per kg). I veri marroni sono
tipici del crinale appenninico tosco-emiliano
e delle vallate piemontesi, in minor quantità del
Lazio e del Monte Amiata. Quelle del Mugello
hanno la tutela della IGP e la varietà più abbondante è il
Marrone Fiorentino o Casentinese. Nel periodo
di maturazione nei marroneti coltivati non si
deve entrare neppure per cercar funghi: si tratta
di frutteti come gli altri e non è giusto
rovinare il lavoro del contadino (del resto il
territorio è pieno di castagneti abbandonati
o cedui dove la raccolta non crea problemi).
In ogni caso poco male se non si riesce a far
da sè: le castagne lavorate dai professionisti
sono molto più buone avendo subìto
quella che in altre zone si chiama "novena",
qui dovrebbe chiamarsi "undicena", perché consiste
in undici giorni di bagno in vasche d'acqua,
dove i tannini si addolcisono e muffe e insetti
vengono inibiti, così i frutti saranno
sanissimi e dolci. |
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
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Mazza di tamburo
Monte bellunese
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