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  Il Limone Sfusato Amalfitano

Varietà coltivata quasi esclusivamente nella Costiera di Amalfi dove il frutto si è differenziato, assumendo attraverso i secoli caratteristiche intrinseche in relazione alle peculiarità dell'ambiente circostante. Non soltanto è andato acquisendo una ricchezza aromatica, una notevole succosità (con rese del 25%), un'elevata acidità del succo, ovvero quei caratteri che gli attribuiscono particolari pregi organolettici e di resa, ma ha voluto pure farsi riconoscere assumendo una forma del tutto tipica - con quell'umbone grande e appuntito ad accentuare il portamento ellittico allungato e lo spessore della buccia - che lo hanno reso così famoso nel mondo. La coltivazione del limone nella costiera amalfitana ha prevalso via via su tutte le altre, svolgendo un ruolo fondamentale non solo per l'economia della zona ma anche per la caratterizzazione del paesaggio e per la tutela idrogeologica del territorio. Infatti le piantagioni sono realizzate, a causa delle pendenze del terreno, a volte anche molto forti, su tipici terrazzamenti, inglobati in muretti a secco di contenimento, che condizionano decisamente il paesaggio costiero costituendo quei giardini di limoni della penisola amalfitana conosciuti in tutto il mondo. In Costiera Amalfitana la presenza delle piante di limone è ampiamente documentata, sin dagli inizi dell'XI secolo (pur se la prima data certa documentata è il 1112), soprattutto a seguito della scoperta della sua efficacia nel combattere lo scorbuto, malattia causata dalla carenza di vitamina C nell'organismo. Proprio per tale motivo, anche alla luce degli studi della famosa Scuola medica salernitana, la Repubblica di Amalfi dispose che a bordo delle navi vi fossero sempre provviste di tali frutti. Ciò servì anche a incentivare l'impianto dei limoneti nella zona (XII-XIV secolo) che sin da tale periodo storico andarono ad occupare spazi sempre più vasti del litorale e delle colline limitrofe. Notizie di tale diffusione sono riscontrabili anche su numerosi documenti dell'epoca medioevale, ma la prima descrizione del tipo "Sfusato" risale al 1646. La coltivazione tradizionalmente praticata, da secoli, prevede l'allevamento delle piante poste sotto tipiche impalcature di legno di castagno, costituite da una palificazione verticale e orizzontale, su cui vengono stagionalmente poste apposite coperture ("pagliarelle"), che hanno sia funzione di riparo dalle avversità meteoriche che di ritardo della maturazione dei frutti. L'elevata aromaticità di questo frutto lo rende ideale protagonista di liquori (il limoncello e la crema di limoncello), ma anche ingrediente capace di dare un profumo caratteristico sia a piatti salati sia a specialità di pasticceria (si pensi alle Delizie di Amalfi), la quantità e acidità del succo contribuiscono a rendere questo limone uno degli ingredienti principi della gastronomia della costiera, consentendo agli chef più creativi fiammate di territorialità inimitabili altrove.
 

Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
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Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola