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Le
Gambesecche
Per i fungiatt si chiama “Gambasecca”,
per i micologi Marasmius oreades, ed è una delle
più sorprendenti leccornie del prato,
anche se i più tendono a trascurarla per le
sue ridotte dimensioni. Chi invece sfida il mal di
schiena e raccoglie le centinaia, a volte migliaia,
di esemplari che crescono tutti insieme in lunghe file
(segnate dall’erba più scura e folta)
o in larghi cerchi si porta in tavola uno dei funghi
più gustosi, profumati ed eclettici in cucina.
Si riconosce facilmente osservando: il cappello color
nocciola chiaro e brillante con tempo umido, caffelatte
e opaco con l’asciutto, igrofano (ossia cangiante
di colore secondo l’umidità assorbita),
da emisferico a
spianato talvolta con un umbone ottuso al centro; gambo
sottile, più chiaro del cappello, duro, rigido,
eretto; lamelle molto alte e bombate, spaziate, da
bianche a color crema; polpa bianca e abbondante al
centro del cappello, soda; profumo fungino con sentore
di nocciola; gusto gradevolissimo. E’ costantemente
presente a tutte le
altitudini nei prati verdi sia con erba alta sia con
erba tagliata, nei giardini come negli incolti e nei
pascoli; a rigore non è da
considerarsi un "fungo di primavera" perché fruttifica
fino ad autunno inoltrato, ma lo è di fatto
perché inizia fin da marzo e lo è "nello
spirito" perché è tra
quei funghi che si raccolgono anche insieme alle insalatine
di campo o quando ci si immerge sui pendii montani
ad ammirar
orchidee e genzianelle. La rigidezza del gambo garantisce
dalla confusione con specie tossiche, ma a volte
la pigrizia fa brutti scherzi: infatti c’è la
tendenza da parte di chi la conosce a farsi accompagnare,
nella raccolta, dalla parentela tutta, compresi
bambini piccoli e nonni più o meno lucidi. Poiché frammisti
alla colonia di gambesecche possono spuntare alcuni
funghi tossici, diversissimi per chi va normalmente
per funghi, ma pur sempre funghi per un bambino, così capita
che questi ultimi finiscano incidentalmente nel cestino.
Se poi a casa (ed è capitato
spesso!) a pulirli e cucinarli è una persona
non preparata, un avvelenamento collettivo è garantito.
Bisogna rispettare quindi un’aurea regola: i
funghi vanno sempre non solo controllati al momento
della raccolta da chi ha l’esperienza
per farlo, ma anche al momento della pulizia! Inoltre,
essendo la gambasecca un fungo che cresce dappertutto,
evitate la raccolta nelle piazzole autostradali, nei
giardini urbani e in tutti i luoghi inquinati dal traffico
o peggio. Oggi è uno
dei funghi più in auge nell’alta ristorazione
ed è importato
fresco e secco soprattutto dalla Spagna (non perché da
noi non ce ne sia abbastanza, ma perché manca
la mano d'opera che lo raccoglie): in effetti la gambasecca è adatta
a moltissime ricette, anche ad accompagnare carne o
pesce, a far sughi, risotti, ripieni, salse calde e
fredde. Non è buona sott’olio mentre è forse
il miglior fungo per l’essiccamento. Si usa il
solo cappello. |
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
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Ciliegio mora di Cazzano
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Corvina
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Gambesecche
Lenticchia Nera
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Limone di Sorrento
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