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Il Gaglioppo
In questi dintorni, ed esattamente a Cirò,
che un tempo si chiamava Kerkyra, quasi 3000
anni fa venivano fin dalla Grecia a comprare
il vino. Un vino, allora chiamato Krimisa, destinato
non a gente qualsiasi, ma agli atleti vincitori
delle Olimpiadi perché brindassero alla
vittoria. L’uva con cui viene fatto ancora
oggi il Cirò Rosso è la più coltivata
della Calabria e si chiama Gaglioppo, un’uva
nera capace di resistere anche se non piove per
lungo tempo utilizzata pure per altri vini DOC
calabresi e per gli IGT Val di Neto di Strongoli.
Ma non era ancora lei la protagonista del Krimisa,
perché sembra che i Greci la portassero
un po’ più tardi e che allora si
chiamasse Biblo e fosse un’uva di origine
fenicia. Dava un vino chiamato Biblino, dolce
e liquoroso (come tutti i vini di allora), che
fu apprezzato per lungo tempo da quei grandi
bevitori che erano i Romani. Il Gaglioppo, il
cui nome ha un’etimologia assai curiosa,
ossia “bellissimo piede”, è dunque
tuttaltro che un giovincello e fa il padrone
di casa nel vigneto di Calabria, non a caso chiamata
un tempo Enotria, ossia “terra del vino”,
da almeno 2300 anni. Ha foglie di media grandezza,
poligonali, trilobate, ma spesso pentalobate,
con pagina superiore glabra, opaca, di colore
verde intenso. Il Grappolo è medio o grande,
allungato, conico o piramidale, qualche volta
anche corto e cilindrico, semplice o alato. L’acino è medio,
ovoide o sferoide, con buccia di medio spessore
e consistenza, nera con riflessi rossastri. Si
vendemma tra la terza decade di settembre e la
prima di ottobre. A Strongoli il Gaglioppo non
caratterizza vini DOC ma è il vitigno
principale degli IGT Val di Neto Rossi, dove
può trovarsi in purezza, come nel Dattilo,
o accompagnato da altri vitigni, anche internazionali,
come nel Petraro. E’ pure un’uva
adattissima a vini Rosati, che risultano armonici
e freschi ma comunque con una struttura importante.
Un Rosso da Gaglioppo in purezza fatto come si
deve, come appunto il Dattilo, è di colore
rosso rubino, ha profumo armonico e persistente,
sapore fresco,vellutato e rotondo, è molto
caldo, si esalta in compagnia di carni rosse,
selvaggina in particolare e formaggi stagionati
come il Pecorino di Crotone. Lavorato in rosa,
come il Grayasusi, ha un profumo intenso e una
piacevole freschezza che lo rende adatto anche
a piatti di pesce salsati e, soprattutto, a un
tutto pasto alla calabrese, ossia con salumi
e primi piatti ricchi di verdure e sapori mediterranei.
Inoltre...
L’Amico albero proposto da Roberto Ceraudo è l’Arancio.
La Calabria è notoriamente terra d’agrumi,
addirittura la capitale mondiale del Cedro, delle
Clementine, del Bergamotto, e vi si coltivano
persino le Limette. Quanto all’Arancio,
una varietà tipica è il Biondo
Tardivo di trebisacce, ma non mancano Tarocchi
e arance rosse, come perlappunto quelle proposte
nell’azienda agricola Dattilo.
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola
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