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Il Finferlo
I cercatori di funghi più prudenti
limitano la loro raccolta a porcini e finferli.
Questi ultimi, Cantharellus cibarius per i
micologi, sono i funghi più raccolti
e apprezzati al mondo e ricercatissimi pure
in Italia, dove si riconoscono con un nome
diverso di valle in valle, per esempio gallinacci,
perseghitt, galletti, garitule, capelline,
giallini, giallarelli, pfiifferlinge (nome
tedesco che ha dato appunto origine al termine
finferlo, un tempo solo trentino, poi diventato
il nome più diffuso in tutta Italia),
girolle (il nome francese ereditato da valdostani
e qualche lugure di Ponente) ecc. Ma, pur ottimi
ovunque, raggiungono un livello d'eccellenza
qualitativa, con un profumo e un gusto inconfondibili
e inimitabili, soprattutto nelle foreste montane
del Nord Est, in quelle miste di abete rosso
e faggio o di abete rosso e larice, ancora
meglio se immersi tra i cespugli di mirtillo
nero. Pertanto dalle vallate Orobiche che partono
da Bergamo, alla Valtellina, alle montagne
delle Tre Venezie, questi funghi gialli, inconfondibili,
d'aspetto "simpatico" sono la preda del gourmet
e dello chef di classe. In effetti sono molto
eclettici in cucina, forse gli unici funghi
capaci di reggere l'invadenza di qualsiasi
altro ingrediente senza che il loro caratteristico
aroma si confonda e scompaia. Danno un contributo
creativo sia su piatti semplici e delicati
di pesce sia in ricchi umidi di cacciagione
di pelo! L'altro lato della medaglia? non si
cucinano in graticola, si essiccano solo per
far polvere aromatica perché non riprendono
consistenza se messi a bagno in acqua, crudi
sono buoni solo a condizione di essere marinati
nel condimento e serviti con carni secche,
formaggi, verdure. Dapprima simili a un piccolo
ma tozzo chiodo giallo con il cappello poco
differenziato, poi si riconoscono per il colore
giallo in ogni loro parte (tuttalpiù sfumati
di bianco se cresciuti sotto foglie di faggio),
il cappello da arrotondato a imbutiforme con
i bordi più o meno frastagliati o lobati,
la parte inferiore o esterna del cappello stesso
percorsa da pieghe simili a lamelle che decorrono
lungo il gambo; la polpa molto fibrosa e bianca,
il profumo, caratteristico, che ricorda vagamente
la frutta gialla matura quando sono crudi,
un buon brodo di carne quando sono cotti. Come
tutti gli altri funghi non si possono congelare
crudi, ma con l'aggravante che, per un motivo
misterioso, congelando diventano fortemente
amari. Da non perdere in un semplice risotto,
trifolati con polenta o saltati con olio, aglio
e dragoncello, diventano sublimi pure in ricette
più complesse, come trifolati con erbe
aromatiche, salsati con panna e fondo bruno
e ripassati in forno all'interno di una michettina
di pane. Sott'olio sono l'unico fungo che mantiene,
nonostante la bollitura in liquido acetato,
un gusto caratteristico, tanto da costituire
ingrediente base di creme montate all'olio
extravergine per accompagnare terrine e carpacci.. |
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
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Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola
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