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  Ciliegio mora di Cazzano

Se chi percorre l'A4 vede a monte solo colline vitate, chi risale la valle d'Alpone e guarda nello specchietto retrovisore scopre che i pendii a nord sono coperti di ciliegi. E' la terra di un frutto capolavoro, la Mora di Cazzano, il Barolo delle ciliegie. Infatti la succosità e lo straordinario equilibrio gustativo di questo durone tipico
delle colline veronesi, il cui nome viene dal paese di Cazzano di Tramigna situato tra la val d'Illasi e la Val d'Alpone, lo rendono degno addirittura di una degustazione descrittiva accurata, precisa, come si fa per un grande vino rosso da invecchiamento.
Esame visivo: il frutto è grosso, tendenzialmente sferoidale, un po’ schiacciato all'apice, di colore rosso intenso e brillante, tra lo scarlatto e il rubino a seconda della maturazione. Se aperto ha polpa rossa, soda ma che emette un succo molto colorato che tinge le mani... e la camicia.
Esame olfattivo: il profumo è netto e piacevole, fruttato.
Esame gustativo: all'assaggio è soda, croccante, ma invade la bocca con una grande quantità di succo che si espande su tutta la lingua e il palato distribuendo sensazioni tattili e gustative complesse. La tannicità è lieve ma ben percepita soprattutto dopo numerosi assaggi, così come sono minimi ma percettibili la sapidità e la sensazione(soprattutto retrogustativa) dell'amaro; l'acidità è netta ma in perfetto equilibrio con la dolcezza e i sentori molto piacevoli di frutta rossa e persino di con- fettura senza zucchero. Il carattere fondamentale è dunque l'armonia e rotondità a
cui si aggiunge la fragranza e la persistenza del sapore in bocca che tuttavia resta asciutta e non ha alcuna sensazione di stucchevolezza.
Inoltre...
Dal punto di vista enogastronomico la Val d'Alpone è terra di confine tra montagna e pianura, tra Verona e Vicenza, tra cultura degli Absburgo e della Serenissima... Ma soprattutto tra le tentazioni moderne del ricco Nord Est e antiche radici contadine difficili, per fortuna, da estirpare. Tante quindi le suggestioni di una terra molto
eclettica con, per fortuna, tanti moderni operatori agroalimentari che sanno fare un sapiente uso delle moderne tecnologie al servizio di naturalità e qualità, non dell'omologazione.
Così Simone Tessari aveva un'ampia scelta di tipicità da proporre
nelle rassegne gastronomiche, a cominciare dal vino Soave, in forte crescita qualitativa e che nasce da due uve autoctone quali la Garganega e il Trebbiano di Soave, poi, dai monti Lessini, un grande formaggio di malga, il Monte Veronese, invece
dalla pianura la Patata dorata dei terreni rossi del Guà, un torrente non lontano, con buccia gialla e pasta giallo-chiara, piuttosto eclettica perché comprende sia tipi da insalata sia quelli più farinosi da gnocchi.
 

Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola