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Il Carpinello
Hydnum repandum per i micologi, dentino, cresta
di gallo, galletto spinoso, carpinello per i raccoglitori
di diverse regioni, è forse
il più economico in commercio dei funghi
spontanei. Di certo non è uno dei
funghi più profumati o saporiti, ma ha tuttavia
i suoi vantaggi: se ne trova in quantità anche
in periodi di scarsa fruttificazione
di altre specie, non è confondibile con
specie tossiche, ha un'ottima resa e consistenza.
Frequente su tutti i mercati in autunno inoltrato,
cresce nei boschi misti, di conifere o latifoglie,
in particolare nel folto dei castagneti e delle
faggete o in presenza di carpino bianco, da luglio
all’autunno
inoltrato. E' tradizionalmente usato in cucina
soprattutto nelle Marche, in Basilicata, in Calabria,
in Molise. Il cappello è inizialmente emisferico,
poi convesso-appianato, quasi sempre molto irregolare
con depressioni e gibbosità più o
meno pronunciate, a volte massiccio e deforme,
altre più gracile; il margine è a
lungo involuto, poi disteso, ondulato, lobato e
sinuoso. La
superficie è vellutata, opaca, di colore
ocra pallido, giallo dorato, giallo-arancione,albicocca.
E' ampio fino a 15 cm. Inferiormente è rivestito
di aculei molto fitti, lunghi 4-6 mm, più corti
e appena abbozzati al margine e sul gambo, dove
decorrono più o meno lungamente, fragili,
facilmente staccabili, concolori al cappello o
più
chiari. Sono questi aculei che lo separano nettamente
dal finferlo col quale molti principianti lo confondono.
Il gambo è pieno,
sodo, piuttosto massiccio e breve, talvolta unito
alla base con un altro, molto sovente eccentrico,
di struttura omogenea al cappello; è liscio,
pruinoso, biancastro con tendenza ad ingiallire
alla manipolazione
e all’invecchiamento. La carne è molto
spessa, compatta, soda, non fibrosa, molto fragile,
bianca, giallina al taglio. L'odore è debole,
gradevole, fungino, il sapore subito leggermente
pizzicante, poi un po’ amarognolo.
Ne esistono varietà quasi bianche, mentre
l'Hydnum rufescens, anch'esso commestibile e più comune
in montagna, si distingue per la taglia più piccola,
per la tinta più carica del cappello,
sul rosso arancione, e per gli aculei che non decorrono
sul gambo.
Non è fungo adatto all’essiccamento,
sott’olio è amatissimo da chi preferisce
il fungo croccante, ma in realtà non è niente
di speciale, nei misti fa il suo mestiere, ossia
fa massa e assorbe i profumi e i sapori più intensi
di altre specie, si esalta invece in due ricette:
in minestra con patate e fagioli, tritato per un
ragù di funghi (in sostituzione della carne).
Ma lo chef in gamba può ricavarne grandi
piatti sfruttando
le sue doti maggiori: la polpa che resta soda e
asciutta anche dopo cottura e la capacità di
assorbire e valorizzare il sapore degli ingredienti
con cui viene accompagnato. Quando lo si compra è molto
importante la consistenza della polpa: se non è fragile
e cassante ma cedevole e un po’ elastica
significa che il fungo è stato raccolto
da troppi giorni. |
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola
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