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Il Bagoss
Da Bagolino, orgoglioso e indipendente
borgo bresciano, la Serenissima acquistava più di
un terzo dei prodotti caseari necessari per il
suo popolo e la sua flotta. Il Doge stesso era
golosissimo di questi formaggi, ma pretendeva pure
un cibo esclusivo, che
lo distinguesse dal popolino. I consoli di Bagolino
affrontarono il problema con gli ambasciatori di
Venezia e nacque così l'idea:
che c'è di più nobile del color dell'oro?
Pertanto la repubblica marinara avrebbe fornito
il prezioso zafferano per colorare il formaggio
degli alpeggi, il Bagoss. Nacque così il "formaggio
dell'amore", la potenza
di un cacio stravecchio nato dalle erbe salutari
della montagna e le doti afrodisiache del magico
fiore. Il centro storico di Bagolino non è alto,
sta solo a 712 m, ma occupa ben 109 km quadrati,
dalle rive del Lago d'Idro a pascoli oltre i 2500
m di altitudine. Questi sono sui monti che affiancano
la Valle del Caffaro fino alla piana di Gaver oppure
sul versante di Bagolino del Passo Maniva. Le esposizioni
sono diverse come la composizione del manto erbaceo,
per cui ogni malga - e ce ne sono una trentina
attive - dà un'impronta unica
al formaggio che nasce dal suo latte, così come
il tipo invernale è condizionato dalla
provenienza del foraggio. Il Bagoss non
è un prodotto standard ma ha sempre microgusti
diversi che entusiasmano gli intenditori. La tecnica
di produzione ricorda quella del formaggio grana:
il Bagoss è infatti un formaggio duro semigrasso
a pasta cotta. Il latte della sera viene scremato,
colorato con zafferano italiano e unito a quello
del mattino, cagliato a 37°, ovvero
più o meno alla temperatura naturale della
mungitura. Dopo un'oretta è coagulato e
la cagliata viene rotta due volte (a un quarto
d'ora di distanza) alla dimensione di un chicco
di mais, quindi portata a 48/49° con
fuoco di legna. Dopo un breve riposo la cagliata
viene estratta dal siero e posta nelle fascere,
dove viene pressata
per una giornata. Quindi inizia la maturazione
e la stagionatura con ripetute salature a secco
(un paio di volte la settimana per 3/4 mesi). Riposerà almeno
un anno, con risultati ottimali da due o tre anni,
con continui e amorevoli controlli, per rivoltarle
spesso e ungerle con olio di lino crudo in modo
che le forme asciughino lentamente
ma non secchino. Le forme sono sui 15/16 kg, con
crosta liscia di colore giallo arancio, pasta dura,
con leggera occhiatura, di colore paglierino molto
carico, tendenza a scagliarsi a stagionatura avanzata.
Il gusto è molto
intenso, forte ma non piccante-pungente, decisamente
aromatico con sensazioni varie che ricordano
anche il fieno e le erbe di montagna, ma anche
un misterioso sapore che ricorda gli agrumi. Ogni
forma è marchiata col numero
del produttore e con l'indicazione se il prodotto è estivo,
quindi di alpeggio e più pregiato, o "invernengo",
quindi da latte di vacche alimentate con foraggio
(che deve comunque essere esclusivo di
Bagolino). |
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Bagoss
Barbone
Bergamotto
Carpinello
Castagno igp amiata
Castelmagno
Chiodino
Ciliegio mora di Cazzano
Cipolla Tropea
Corvina
Dormienti
Fava Larga
Finferlo
Gaglioppo
Gambesecche
Lenticchia Nera
Limone di Amalfi
Limone di Sorrento
Maggengo
Marrone del Mugello
Mazza di tamburo
Monte bellunese
Monte veronese Dop
Nocciola tonda gentile
Nostrale di malga
Olio del Garda
Olio della Sabina
Olivastra seggianese
Ovolo
Patata
Pesca Settembrina
Pesco di Collebeato
Piersica
Raboso
Rosito
Spressa
Spugnole
Taleggio
Tartufo bianco
Timorasso
Valchiese di monte
Vernaccia di Pergola
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