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Territorio,
Tipicità, Tradizione, Tracciabilità,
Trasparenza.
L'Accademia
delle 5T è un movimento culturale che raccoglie
aziende
che producono o somministrano prodotti legati al Territorio
e che si
distinguono per Tradizione e/o Tipicità, ossia
per quel genere di eccellente Qualitttttà che
contraddistingue l'agroalimentare italiano autentico.
Contadini, commercianti, ristoratori, casari, norcini,
maestri distillatori,
vignaioli, fornai, pastori... e quant'altri, compresi
enti pubblici, consorzi, imprese, che hanno fatto una
scelta di campo coraggiosa e più faticosa, si
sono uniti per promuovere, tutelare e diffondere il
buono e il naturale.
Importanti associazioni, enti pubblici e tante persone
di buona volontà si impegnano da tempo nel difendere
il nostro patrimonio culturale e la sua storia enogastronomica
facendo conoscere, tutelando e promuovendo molte tipicità cosiddette
di nicchia, l'Accademia delle 5 T si propone di affiancarli
e sostenerli, ma non solo.
Il contadino e la massaia italiana sono da millenni
protagonisti della
più essenziale delle arti povere, quella del
mangiar bene. Hanno saputo creare, anche con semplici
cose, aiutati da una natura molto più generosa
con le terre e le acque d'Italia che in qualsiasi altro
sito al mondo e da una biodiversità che non
ha uguale altrove, prodotti e idee culinarie gustosi
e salutari: la dieta mediterranea, così la chiamano
oggi gli scienziati della salute.
Basti pensare a cosa sono diventati, nelle sapienti
mani dei nostri contadini, i prodotti giunti dalle
Americhe nel '500: mais, pomodoro, fagioli, patate,
peperoni...
I nostri antenati hanno quindi creato cibi sani, buoni
e naturali per la
dieta di tutti i giorni, non solo per quando si va
in gita "enogastronomica", come oggi è di
moda.
Oggi purtroppo il mangiare quotidiano interessa la
forza mediatica
delle multinazionali e dei loro alleati, attenti ai
grandi numeri. Così la sottile strategia dei "professionisti
degli additivi" e
dei cibi "costruiti, insaporiti e gonfiati con
la chimica" allarga la forbice
della qualità del consumo: pochi fortunati che
se lo possono permettere accedono a costose chicche
gastronomiche, storiche, buonissime, spesso poco reperibili,
tutti gli altri si devono accontentare di ciò che
vien loro offerto o propinato dai "maghi della
provetta".
L'Accademia delle 5 T vuole invece difendere, informando,
promuovendo, pressando chi deve legiferare e controllare,
il buon cibo quotidiano, quello che viene innanzitutto
dalla terra, legato al Territorio e alle sue Tradizioni
- perché i nostri nonni erano saggi
- e tipico, perché la natura ha sempre ragione
e va trattata con timore e rispetto affinché sia
alleata e non nemica.
Nel nome della libertà di scelta del consumatore,
la prima battaglia
dell'Accademia delle 5 T sarà quella di individuare
e segnalare tutte le
preziose alternative esistenti, che in ogni territorio
persone capaci ed oneste propongono e si sforzano di
tutelare.
E lo farà nel nome di due T che oggi hanno assunto,
purtroppo, a
causa dell'aberrante percorso intrapreso da un sedicente
progresso,
un'importanza fondamentale nella difesa del cittadino
consumatore:
Trasparenza e Tracciabilità.
L'Accademia delle 5T organizza una serie di cene a
tema (ben 99
nel 2005) volte a valorizzare i prodotti e i piatti
tipici e tradizionali evidenziando nel contempo la
creatività degli
osti italiani nell'interpretarli.
Le cene a tema sono uno strumento importante di conoscenza
culinaria conviviale con vantaggio sia per l’operatore,
che trova nuove modalità per promuovere la sua
capacità di valorizzare
la cucina del territorio, sia per il commensale che
ha l’opportunità di
provare o riscoprire il gusto e la genuinità dei
prodotti del territorio in un contesto di ottimo rapporto
qualità/ prezzo.
Tali cene si sviluppano nell'ambito di sei rassegne
nazionali o comunque pluriregionali durante le quali
non si celebra solo un rito goloso, ma si presenta
un evento culturale con la presenza di autorevoli esperti
capaci di stimolare la curiosità e la voglia
di conoscere le piccole e importanti storie che segnano
il cammino, diverso di borgo in borgo, della più indispensabile
delle arti povere, il mangiar bene. |
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