ECCO LA SCALETTA DEL NOSTRO CORSO DI BASE SUL PRODOTTO TIPICO E IL CIBO BUONO E SANO: IN BASE AI PARTECIPANTI (STUDENTI DI VARI LIVELLI, ADDETTI AI LAVORI, CONSUMATORI…) IL CORSO SARA’ MODULATO IN MODO DIVERSO, MA I CONTENUTI DI FONDO SONO QUELLI RACCONTATI NELLE DIAPOSITIVE CHE POTRETE LEGGERE CLICCANDO SU QUESTO LINK:.
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Il concetto di prodotto tipico non è ancora ben chiaro. Lo travisa persino il Ministero dell’Agricoltura quando ha scelto, per il monitoraggio dei prodotti tipici, il nome “Prodotti Agroalimentari Tradizionali”. In realtà molti di questi sono certamente Tipici, per esempio perché il territorio dove crescono presenta caratteristiche pedoclimatiche che lo rendono vocato a quel prodotto, ma non hanno nulla di tradizionale. Ne è un esempio il Kiwi in alcune zone italiane dove cresce più buono e diverso rispetto al prodotto della sua zona d’origine, la Cina, e di quella di radicata coltura, la Nuova Zelanda. La Tradizione è un concetto dinamico, per cui prima o poi il Kiwi, in queste zone, sarà anche Tradizionale: avverrà quando nasceranno ricette tipiche con il KIwi, sagre del Kiwi, conserve di Kiwi fatte nelle famiglie (non solo nelle aziende agricole) e via dicendo. Ma, per ora è un prodotto tipico e basta.

Sembrano questioni di lana caprina, ma non è così. Troppo spesso si parla a vanvera, abusando anche di termini come “naturale”, banalizzando e mercificando in modo truffaldino il concetto di made in Italy, travisando persino il significato di “biodiversità”.

Ebbene, noi offriamo al mondo non solo ciò che è più buono o più bello, e persino ciò che è più sano, ma anche il fascino che ci sta dietro, il fascino della storia, dell’arte, del mito, la nostra cultura in definitiva.

Solo comprendendo il valore del cibo come componente essenziale della nostra supremozia culturale possiamo davvero sfruttare questo nostro petrolio che, al contrario di quello vero, non è soggetto a esaurimento ma, al contrario, si alimenta nel tempo.